Da un po' di tempo sento che la mera scrittura di codice non è più al centro dei miei interessi.
In realtà sono anni che questa cosa mi sta succedendo, ma probabilmente solo ora riesco a comprendere appieno il perché.
*BOOMER MODE ON
Ho iniziato la mia carriera nel mondo informatico quando si andava direttamente dal cliente a sviluppare, perchè non c'erano altri modi per testare il software e per rilasciarlo.
A quel tempo mi muoveva il fatto di poter automatizzare alcuni processi del cliente, perché non accettavo che alcune cose si facessero a mano come 30 anni prima.
Poi sono nate le prime VPN e bastava andare solo quando il lavoro era da consegnare, poi nemmo più quello, ed ormai si opera sempre da remoto.
La tecnologia è quindi cambiata, ed ha influito sul nostro modo di lavorare.
Trovo però che alcune cose non siano affatto cambiate, o comunque ci sia una resistenza molto maggiore al cambiamento in alcuni ambiti dell'informatica.
Quello che mi sembra non sia cambiato è l'approccio al lavoro, le metodologie con cui si passa dall'idea al prodotto finito.
Questo percorso è sempre stato un percortso artigianale, dove il buon senso portava le aziende ad organizzarsi, ognuna in modo diverso e a portare avanti le varie fasi di gestione del prodotto. Usualmente queste sono sempre state: analisi, sviluppo, test, deploy (inteso come "portare i files in produzione"), assistenza post vendita.
Ognuno di questi passi fatto rigorosamente a mano, lentamente e finchè tutto non è pronto non si da niente all'utilizzatore finale, come un artigiano non consegna un mobile finchè non è finito.
Credo invece che chi fa software debba cominciare a pensare a come industrializzare i processi, perché i margini sono sempre minori e il tempo di uscita sul mercato un fattore sempre più determinante per il successo di un'azienda.
Ecco, alla fine ho capito cosa sto cercando di fare: industrializzare ed automatizzare i processi dello sviluppo software.
Sono io il cliente di me stesso.